L’organizzazione didattica delle scuole ai tempi del web


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Fino a qualche anno fa il problema fondamentale che doveva affrontare chiunque si approcciasse ad organizzare l’informatizzazione di una scuola riguardava il numero dei laboratori, il tipo di postazioni, gli applicativi da utilizzare.

L’ obiettivo di ieri era essenzialmente uno: fornire agli alunni competenze informatiche di carattere sia generale che specifico per permettere ad essi un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie (patente informatica).

L’obiettivo di oggi è il rinnovamento della didattica per poter utilizzare quanto messo a disposizione dalla rete.

L’obiettivo di ieri era un obiettivo relativamente semplice sia a livello organizzativo che individuale (il docente non doveva ripensare in modo radicale il proprio modo di lavorare), l’obiettivo di oggi è un obiettivo ambizioso sicuramente fin qui perseguito spesso con scarsa lungimiranza e con scarsissimi risultati. La causa di ciò va probabilmente attribuita al fatto che, a livello centrale, sono molti di più gli esperti di metodologia didattca che non quelli  di sistemistica informatica ed in pratica nessuno si preoccupa di organizzare degli ambienti di lavoro efficienti.

Qualche anno fa, ad un convegno del Miur su questi temi, parlado con un alto dirigente dell’amministrazione centrale gli chiedevo se non fosse stata l’ora di spostare la prospettiva dalla classe 2.0 alla scuola 2.0. Lo stesso mi rispose che in effetti ci stavano pensando e che probabilmente sarebbero usciti disposizioni e strumenti ad hoc. In effetti dopo qualche mese si è iniziato a parlare di progetti “scuola 2.0” ma ciò ha riguardato fondamentalmente due aspetti: la diffusione delle LIM e l’utilizzo del Registro elettronico. Mai nessuno che pronunciasse la parola chiave in questo ambito: SERVER

Organizzare l’utilizzo delle reti significa organizzare dei servizi potenzialmente molto articolati e l’organizzazione dei servizi presuppone la definizione degli strumenti in grado di erogarli: i suddetti server.
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